Ma lo spread fa veramente paura? Riusciremo a uscire dalla crisi? Le riforme del governo Monti serviranno o sono inutili? Mentre la pressione fiscale supera nuovi record e lo spread tra BTP e Bund tra alti e bassi torna vicino a quota 400, VfB ha sondato l’opinione degli italiani su crisi, tasse e governo Monti analizzando tra il 16 ed il 26 aprile oltre 63 mila tweet. Analisi in collaborazione con Repubblica.it.
In sintesi
I risultati mostrano una grande insofferenza verso l’eccessiva tassazione (la pensa così l’80% degli italiani), e così qualcuno arriva fino al punto di giustificare chi evade (8,2%). Mentre se tutti sono contrari all’IMU, chi discute di patrimoniale non è aprioristicamente contrario (nel 66,4% dei casi). Ma la crisi continua a fare paura (per il 41%), al punto che 1 italiano su 10 si è rassegnato considerandola come uno stato oramai permanente che modificherà il nostro modo di vivere. Solo il 30% rimane invece ottimista. Pochi sostengono il default (5,5%) o l’uscita dall’euro (5%) come soluzione ai problemi italiani. Al contrario, aumenta la richiesta di interventi per la crescita, per le liberalizzazioni ma anche di una maggiore regolamentazione e controllo del sistema bancario, mentre sulla spesa pubblica prevale nettamente la voglia di tagliare rispetto a chi sostiene un suo aumento. I “dolori italici” sullo spread invece sono secondo chi scrive su Twitter da attribuire soprattutto alla speculazione (30,1%) e alla politica dei governi passati e presenti (24,9%). D’altra parte l’opinione prevalente è che finora le azioni del governo Monti vadano a colpire sempre gli stessi (22%) e che finora più che pensare alla crescita, ci si è concentrati soprattutto sulle tasse (20,9%). E così non sorprende che si registri un declino della fiducia verso il governo Monti rispetto alla rilevazione di VfB di febbraio 2012.
“Le tasse ripagano tutti”?
In questi mesi di recessione l’emergenza più sentita sembra essere quella dell’eccessiva pressione fiscale. Quasi quattro italiani su cinque sono convinti che questa abbia raggiunto livelli insostenibili per il Paese. Per il 16,9% le tasse sono, semplicemente, troppe. La pubblicità progresso ci spiega che “le tasse ripagano tutti, con più servizi”. Ma un cittadino su quattro (26,3%) sottolinea che l’elevata tassazione è ingiustificata, in considerazione della scarsa qualità dei servizi o degli sprechi e della corruzione esistenti nel pubblico. Le tasse finiscono per strozzare le imprese (15,5%) e le famiglie (10,5%): “Monti continua il penoso lavoro di impoverimento della Nazione e dei cittadini”. Qualcuno sostiene addirittura che sia giusto evaderle (8,2%). Al contrario il 13,7% accusa gli evasori fiscali, ritenendoli responsabili dell’eccessiva tassazione: “quanti pezzenti arricchiti senza alcun merito… tassali Monti… o levagli la cittadinanza”. Infine, nonostante l’elevata pressione fiscale, il 9,1% sarebbe disposto ad aumentarle ulteriormente, in cambio di più servizi.
Date queste premesse non stupisce scoprire che gli italiani bocciano all’unanimità la nuova IMU, che va a colpire in un modo o nell’altro quasi tutti i cittadini. Al contrario, tra i 2500 tweet che si esprimono sull’argomento, due italiani su tre (66,4%) non sono contrari aprioristicamente ad una patrimoniale. In realtà la stessa IMU avrebbe gli effetti di una patrimoniale e quindi l’aspetto (probabilmente non più) sorprendente è che ancora una volta gli italiani sembrano disposti ad invocare provvedimenti duri… a patto che colpiscano gli altri.
Spread: la mano della speculazione?
E in questo periodo difficile, anche lo spread tra i titoli di stato italiani e tedeschi è tornato a salire. Ma chi è il responsabile di questo divario? Per gli italiani il primo “nemico” è la speculazione (30,1%): banche, finanzieri e agenzie di rating. Vengono chiamati in causa anche la crisi internazionale (14,5%) e le politiche neoliberiste (13,4%). L’8,9% se la prende con l’euro. Ma i colpevoli non vengono cercati solo all’esterno. L’8,8% infatti vede come principale responsabili il debito pubblico accumulato nel tempo. Il 19% mette sotto accusa i governi italiani che si sono succeduti negli ultimi anni; infine il 5,9% ricorda che: “Monti il 29/02 diceva ‘lo spread non salirà più’”, e quindi punta il dito direttamente contro l’attuale premier.
La crisi continua a far paura
Tasse elevate, spread che risale, debiti e recessione. La crisi torna a fare paura e spaventa il 41% degli italiani. Accanto a loro troviamo un 13,3% di rassegnati, che vedono la crisi come una condizione permanente destinata a durare. In questo scenario, gli ottimisti sono una minoranza: il 30% circa ritiene che la crisi si risolverà grazie all’intervento del governo per favorire la crescita (18,6%) o semplicemente con i tagli e l’austerity (11,3%). Il 5% pensa che la crisi è passeggera e terminerà senza il bisogno di alcuna riforma. Solo una piccola minoranza, il 10,8%, continua ad essere convinta che la crisi non esista o che sia un falso problema: “Mi sono rotto di questa finta crisi di spread, gente svegliamoci!”
Crisi, come uscirne?
Quale è la ricetta giusta in questo difficile periodo di recessione? Quasi uno su quattro (23,5%) sembra ancora convinto che tagli alla spesa e austerità siano sufficienti per risolvere il problema: “con questo governo si è abbassato lo spread, ma ora è cruciale tagliare la spesa”. Al contrario il 14,4% ritiene che il governo dovrebbe fare di più per stimolare la crescita, anche riducendo la tassazione. Nonostante l’elevato debito e l’eccessiva tassazione, un 9,2% continua a sostenere le politiche keynesiane e chiede di aumentare la spesa pubblica per rilanciare l’economia: “Monti dice ‘niente spesa pubblica per la crescita’, in pratica ci stiamo suicidando”. Il tema delle liberalizzazioni resta popolare, e viene suggerito dal 18% degli italiani. Una percentuale ancora maggiore (24,4%) chiede di regolamentare le banche. Se il sostegno alla crescita sembra essere un’opzione condivisa, solo pochi credono nella ricetta opposta: l’idea di fare default o di inseguire la decrescita (“Fino a quando considereremo lo spread più importante della qualità della vita e la crescita economica più importante dei valori?”) convincono solo il 5,5% degli italiani, mentre solo un 5% chiede di abbandondare l’euro.
Riforme sì? Riforme no?
Il governo Monti ha ricevuto il mandato anche per risolvere la crisi. Qual è il giudizio degli italiani sulle riforme fin qui promosse e, più in generale, sull’operato del governo? Il 22% pensa che a pagare siano sempre gli stessi e che le riforme stiano strozzando i lavoratori: “Monti ruba ai poveri per dare ai ricchi”. Il 20,9% sottolinea che finora si vedono solo tasse e nessun provvedimento per la crescita, e ci si chiede a cosa sia servito nominare dei tecnici se le ricette proposte mancano di fantasia: “Grilli dice le stesse cose che diceva Tremonti”. Il 19,9% sottolinea che i provvedimenti presi potrebbero essere corretti a livello teorico, ma mancano di un contatto con la realtà. Per il 17,1% sono sbagliate perché soffocano l’economia. Il 7,3% le considera inutili mentre per il 9,1% i buoni propositi sono stati annacquati dai sindacati e dalle lobby. Infine, solo il 3,7% giudica le riforme efficaci, almeno nel lungo periodo.
Giù la popolarità di Monti
Di conseguenza il giudizio sul Governo Monti segnala una inversione di tendenza rispetto alle nostre precedenti rilevazioni. Complessivamente il 70,3% esprime un giudizio critico, di cui il 28,3% decisamente critico. Un sentimento, quello di chi usa Twitter, decisamente più critico di quanto rilevato dai sondaggi recenti che vedono la popolarità del Premier ancora sopra il 50%. Ma c’è da ricordare che questo giudizio è ricavato da chi si esprime in merito a crisi economica e tassazione. Ad ogni modo, solo il 30% al contrario non si dichiara insoddisfatto mentre poco meno di un italiano su cinque (18,1%) esprime oggi un giudizio positivo o molto positivo sul governo: “Monti qualche risultato l’ha ottenuto. Bravo perché riesce a ragionare tenendo i piedi ben saldi a terra”.
Dopo il rigore e le riforme impopolari, è finalmente arrivato il momento di avviare la fase due: equità e crescita? Ci riuscirà questo Governo? VfB continuerà a monitorare il tema, quindi… stay tuned!











