Voices from the Blogs

Quanto sono felici gli utenti di Twitter? Social media ed elezioni presidenziali americane, come è andata? Che ne pensa la rete del Festival di Sanremo? Del nucleare? Della fine del mondo? Di iPadiPhoneAndroid, BlackBerry o WindowsPhone?  Di Monti, della crisi economica, del rischio di default e degli indignados? Di Expo2015, AreaC, Milano o Pisapia? Di calciopoli? Della morte di Gheddafi o della fine di Kim Jong-il? Dell’ultimo libro di Fulvio ErvasMurakami o di quello di  Fabri Fibra? Della trasposizione cinematografica di  “Lo Hobbit“?

Oggi oltre 1 italiano su 2 utilizza internet, e l’italiano è la quarta lingua al mondo per post. Su internet ogni giorno milioni di persone esprimono i loro giudizi, le loro preferenze, i loro gusti.

Ma di che cosa parlano? Quali sono le loro opinioni sui vari temi? Voices from the Blogs (VfB), progetto di ricerca dell’Università degli Studi di Milano, da dicembre 2012 spin-off dell’Ateneo Milanese, è un osservatorio permanente di quello che si dice e si discute in rete, attraverso il ricorso, per la prima volta in Italia, di una tecnologia per la Sentiment Analysis che unisce i pregi della codifica manuale con i vantaggi propri di una analisi altamente automatizzata.

VfB è in grado di condurre analisi sistematiche al fine di generare un controllo costante, pressoché immediato, dei temi della rete, una possibilità impensabile attraverso il ricorso ai sondaggi di analisi tradizionali. Al 18/12/2012 VfB ha analizzato 7 milioni e 340.000 voci per produrre i risultati presenti in questo blog, oltre 42 milioni di post per l’analisi sulla Twitter-Felicità e quasi 50 milioni di tweet per l’analisi delle Presidenziali USA. Per saperne di più leggi qui.

Stay tuned!           

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L’l'imposta più odiata dalla rete? L’IMU. Ma la priorità è ridurre il cuneo fiscale

Il 12 giugno, secondo i calcoli di Confesercenti, si è celebrato il tax freedom day, il giorno in cui si smette di lavorare per il fisco e si comincia a lavorare per se stessi. La rete ha commentato, con circa 62mila tweet postati nella prima settimana di giugno, la situazione fiscale italiana. Le lamentele, come prevedibile, sono generalizzate, ma permane l’opinione che evadere il fisco sia un comportamento ingiustificabile (per il 52,1% dei messaggi), un dato tuttavia in discesa rispetto alle rilevazioni di un anno fa (era il 73%). E a fronte di un carico fiscale che appare ai più come eccessivo, la richiesta prevalente è quella per una rimodulazione e una redistribuzione della pressione retributiva (34,7%). L’imposta più citata – e non certo benevolmente – è l’Imu (36,3%), ma sulla richiesta di ridurre le imposte sulla casa (34,5%) o sui consumi (18%) prevalgono le pressioni per ridurre il cuneo fiscale sul lavoro (41,7%). Leggi l’articolo di VfB su Economia&Finanza di Repubblica.it.

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Basta col Porcellum ma no al Presidenzialismo. Gli italiani vogliono cambiare, a metà

sentimeterIl tema delle riforme istituzionali non è tra i più sentiti in rete. Non certo quanto le questioni economiche o i concerti di Justin Bieber. Ma di presidenzialismo e leggi elettorali non è solo la classe politica a parlarne. Dal 30 maggio al 7 giugno a discutere di questi temi sono stati infatti quasi 30.000 tweet. In realtà, chi parla on-line delle riforme sottolinea come queste siano importanti ed urgenti (81,6%) e a far e da traino è probabilmente la scarsa popolarità per l’attuale legge elettorale che registra livelli di avversione elevatissimi. Il 96% dei commenti esprime infatti un sentiment negativo verso il “Porcellum” e solo l’1,8% vorrebbe mantenerlo. Ma la rete boccia anche il Presidenzialismo: il 70,9% è alquanto scettico mentre meno di uno su quattro si dice favorevole (23,9%). Ma quali sarebbero quindi la riforme più apprezzate? Tutti i dettagli su Sentimeter.

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Crisi economica e istituzioni: la rete dà fiducia ad imprese e sindacati. Non alla politica

sentimeterUsciremo dalla crisi economica? C’è ancora qualcuno disposto a scommettere sul proprio futuro? In oltre 83mila tweet postati sul tema nella sola ultima settimana di maggio la rete descrive le proprie attese e timori per una crisi che perdura e stila anche la lista dei “buoni” e dei “cattivi”: da chi attendersi una mano per uscire dalle difficoltà in cui si dibatte il BelPaese? E da chi assolutamente no? Come prevedibile, i pessimisti sono larga maggioranza, anche in rete. Va sottolineato, però, che circa il 30% degli italiani vede il Paese in ripresa, e il 40% si dichiara ottimista circa il futuro personale o della propria famiglia. Sono percentuali maggiori di quanto si registrava pochi mesi fa. Gli indicatori di fiducia volgono invece al brutto per quanto concerne le istituzioni politiche e chi le governa: oltre il 70% dei commenti li reputa inaffidabili. Va decisamente meglio per le imprese e per i sindacati: il loro indice di fiducia misura rispettivamente 62,3% e 60,3%. Una brutta notizia per gli operatori della comunicazione: l’indicatore di sfiducia nei media tradizionali ha superato l’80%. Tutti i dettagli su Sentimeter.

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La rete e l’omofobia in Italia: numeri da paura? Un terzo ne è coinvolto. Ma a vincere è il sostegno per i matrimoni gay

sentimeterNelle ultime settimane in rete si è parlato moltissimo di omosessualità, anche per effetto dell’approvazione della legge sui matrimoni gay in Francia che ha scatenato proteste e gesti clamorosi. Ma quale è la percentuale di tweet omofobi pubblicata ogni giorno in Italia? Quasi il 30% dei circa 75.000 tweet raccolti negli ultimi giorni che discutono del tema dell’omosessualità contiene insulti verso i gay o messaggi omofobi. Le motivazioni principali postate dagli omofobi segnala che l’omosessualità fa svanire la distinzione tra i sessi (44,5%) ed è un peccato contro la morale (25,4%). Nel complesso però la rete è favorevole al riconoscimento delle coppie gay (46,1%), mentre si mostra più fredda sul tema delle adozioni.  Tutti i dettagli su Sentimeter.

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Spoletta goes Wired! Sabato 1 giugno Voices from the Blogs al WiredNextFest. Save the Date!

wired_next_fest__ci_vediamo_tutti_a_milano_55Come analizzare la rete? Come estrarre significato e informazioni da milioni di dati postati ogni giorno sui social media? E’ tutto “molto rumore per nulla“, oppure esiste la concreta possibilità di anticipare future tendenze e perfino prevedere quello che accadrà? Voices from the Blogs ne discute sabato 1 giugno durante il #WiredNextFest al Planetario Hoepli dalle 16:30, con un intervento dal titolo: “Voices from the Blogs: come catturare (davvero…) il sentiment della Rete (e darne un significato)“.

Consulta il programma del WiredNextFest qua.

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Il peso del fattore “C” nel campionato di Serie A? Quando è la Juventus a vincere, la fortuna conta poco

sentimeterLa palla è rotonda, si sente spesso ripetere. Il che non significa altro che nel calcio (come nella vita) la fortuna conta. A volte in modo determinante, a volta meno. Ma si può andare oltre a queste dichiarazioni di principio, per cercare di quantificare la Dea Bendata in qualche modo? Seguendo quello che già si fa negli sport professionistici americani, abbiamo scoperto che la fortuna è stata determinante dal campionato di Serie A 1946/47 ad oggi nello spiegare il 42% delle vittorie. E in quello appena trascorso? Qua il peso del mitico fattore “C” è risultato decisamente più contenuto con una incidenza di poco più del 27%, un dato in linea con quello della Bundesliga (28%), della Premier League (26%) e della Liga spagnola (26%). Ma questo risultato non è una novità quando a vincere “sul campo” è la Juventus: in media, infatti, laddove a fine campionato è la Vecchia Signora la squadra con più punti, il peso della fortuna risulta di poco superiore al 37%, quasi 4 punti in meno rispetto a quando, ad esempio, a vincere è l’Inter e ben 9 punti in meno rispetto a quando è invece il Milan a trionfare.  Tutti i dettagli su Sentimeter.

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Libro o ebook? Il futuro non è solo digital

ebook-vs-bookIn occasione della Fiera del Libro di Torino torna alla ribalta il tema della disputa “book o ebook“. Ma si tratta di vera sfida? VfB ha ascoltato la voce di circa 10mila tweet italiani scritti nell’ultima settimana sul tema della discordia e ha confrontato i risultati con un’analoga analisi svolta nel marzo 2012. Dal confronto se ne può ricavare una doppia lettura. Se da un lato emerge un’inversione di tendenza, cioè si nota un aumento del 13% di chi preferisce ancora il libro cartaceo a quello elettronico, dall’altro aumenta in maniera cospicua il fronte di chi si sposta indifferentemente tra i due supporti (dal 28% al 40%). È questo il segnale dei tempi che cambiano? Ebook e libro di carta non sono più scelte che si escludono a vicenda ma compaiono assieme nelle nostre librerie reali e virtuali (e quindi tra i nostri acquisti) e si sceglie l’uno o l’altro supporto a seconda del contesto in cui si riesce a leggerli.

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