Voices from the Blogs è un progetto parascientifico realizzato in ambito paranormale da Luigi Curini, Stefano M. Iacus e Giuseppe Porro. Andrea Ceron collabora solitamente in stato di ipnosi indotta da incantesimi magici realizzati dai tre. Irina Iasinovschi si è unita al gruppo in qualità di fattucchiera (che fa sempre comodo).
Luigi Curini: è professore di Scienza politica, che poi non è neanche una scienza. Perde e fa perdere tempo ai suoi coautori ed è massimo esperto di vita notturna milanese. Studia il giapponese al solo scopo di ampliare la sua larga sfera di conoscenze. Soffre della sindrome da interista ma viene accettato lo stesso nel gruppo nei soli giorni feriali e con l’esclusione dei mercoledì di coppa. Su Twitter: @Curini
- Stefano M. Iacus: è maestro di orsitudine, non emette suoni e gesticola poco ma all’occasione digrigna i denti. Recenti esperimenti scientifici hanno appurato che di 100 parole che volano in aria, meno di 2 provengono da lui. Ha sempre pensato che il calcio fosse una proteina necessaria alla crescita finché non si è imbattuto nello scienziato politico e ha finalmente capito che il calcio è una grave patologia dello sviluppo. E’ quello di destra nella foto a fianco. Su Twitter: @iacus
Giuseppe Porro: è economista del lavoro, nel senso che economizza sul proprio lavoro a svantaggio della comunità, che poi sarebbero gli altri tre. Si occupa di economie locali perché è pigro, e spostarsi è faticoso. Per la stessa ragione ha iniziato a occuparsi di realtà virtuale. Il suo aforisma preferito è: “Pesa di più un kg di ferro o un kg di ferro virtuale?”. Quando comincia a disquisire sul tema, gli altri tre accampano un impegno urgente. E se ne vanno. Non lo trovate su Twitter: troppa fatica…
Andrea Ceron: classico esempio di attore non-razionale, è un accanito ultras dell’Empoli e spesso si smazza 8 ore di viaggio per 90’ di partita (mai che se ne vinca una!). Cintura nera di anticonformismo, anni fa si candidò in politica ma per spirito di contraddizione non si è nemmeno votato. Si vanta di aver smesso di studiare matematica a metà della quinta ragioneria, “tanto poi faccio scienze politiche”. Oggi si trastulla con modelli statistici di cui non capisce un’alfa (e tocca agli altri 3 doverglieli spiegare). Su Twitter: @AndreaCeron83
Irina Iasinovschi: impiega il suo tempo rompendo le scatole agli anziani del gruppo (o presunti tali, dato che tutti a VfB si dichiarano ventenni – incluso Spoletta). La sua frase tipo è: “ho una domanda” seguita da uno sguardo impassibile e lungo, molto lungo. Quando non sa più chi disturbare, ama passeggiare o fare trekking. A sinistra la sua tenuta da corsa. Su Twitter: @irinaiasi
Spoletta: è la vera mente del progetto. Lascia parlare lungamente i quattro umani durante le interminabili colazioni di lavoro per poi tirare le somme con un deciso “bau”. Rimane vero che ama ascoltare la musica classica e la sua opera preferita è la Tosca. Non disdegna le lasagne al ragù e sonnecchiare sulla sua poltrona di velluto rosso quando non deve tenere la contabilità di Voices from the Blogs. Per il resto la sua è una dura vita da cane. Su Twitter: @blogsvoices











Giuratemi che Spoletta esiste veramente!
Cristina
certo che esisto… Bau!
certo che Spoletta è meraviglioso e fa bene il suo lavoro
Ho riso come uno scemo!
con quelle orecchie Spoletta (maiuscolo) ascolta anche quello che noi umani non percepiamo e quindi può far fronte a ogni interlocutore.