Grazie al #Salone, i milanesi si scoprono i più felici in Italia

happy saloneIl Salone del Mobile non fa bene solo a Milano, rendendola più internazionale e innovativa, ma anche ai milanesi. E così, anche grazie ai numerosi eventi, mondani e non, legati sia al Salone che al Fuori Salone, i milanesi si scoprono nell’ultima settimana i più felici d’Italia, almeno stando all’indice iHappy, che misura la Twitter-felicità giornaliera di tutte le province italiane. Milano (con l’82,2% di felicità settimanale: dato odierno) è superata solo da Lodi (86,6%). Sotto l’80% di felicità tutte le altre province italiane. Da notare che nella settimana precedente Milano era al 42° posto. E non è una sorpresa: in questi giorni Milano, soprattutto vista dall’estero, risulta quanto mai “trendy“, e così le immagini più comunamente associate al capoluogo lombardo sui social-media diventano gli aperitivi ed i locali (31%), lo shopping e la moda (28,1%), senza dimenticare l’arte e la cultura (12,9%) (analisi effettuata da Voices from the Blogs per le Camere di Commercio di Milano e di Monza e Brianza su quasi 40 mila tweet postati in lingua inglese negli ultimi 6 giorni e che discutono dell’evento e della città). Insomma, Milano diventa la capitale europea del divertimento. Che occorra forse un Salone del Mobile tutto l’anno?

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Il Fuori Salone di Spoletta in 140 caratteri: venerdì 12 aprile allo Spazio ex Ansaldo di Via Tortona

fuori_salone_eventoVenerdì 12 aprile gli autori di Voices from the Blog, assieme a Renato Mattioni, discuteranno del loro libro: “#Milano-Brianza in un tweet: lavoro, politica e partecipazione” a partire dalle 10.30 presso lo Spazio ex Ansaldo di Via Tortona 34 a Milano. L’evento rientra tra quelli del Fuori Salone ed è organizzato dalla Camera di commercio di Monza e Brianza. Si parlerà di smart-city, di politica e partecipazione, ma anche di design, di creatività, di cultura e del ruolo sociale della donna. Insomma, tutto quello che c’è da sapere (e da discutere) su una Milano a 140 caratteri.

Per informazioni: tel. 039.2807598/7521                       e-mail: eventi@mb.camcom.it

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Every tweet counts! How sentiment analysis can improve our knowledge of citizens’ political preferences

NM&S The growing usage of social media by a wider audience of citizens sharply increases the possibility of investigating the web as a device to explore and track political preferences. While Internet users are not necessarily representative of the whole population of a country’s citizens, the analysis of Voices from the Blogs (VfB) shows a remarkable ability for social media content to forecast electoral results, as well as a noteworthy correlation between social media and the results of traditional mass surveys. The analysis also shows that the predictive power of social media analysis strengthens as the number of citizens expressing their opinion online increases, provided that the citizens act consistently on these opinions. The method employed in analyzing social media becomes in this regard a crucial factor that determines the reliability of the final results.

VfB applies its methodology to three different scenarios: the online popularity of Italian political leaders throughout 2011 and  the voting intention of French Internet users in both the 2012 presidential ballot and the subsequent legislative election.

The result of these analyses are presented in the scientific paper “Every tweet counts? How sentiment analysis of social media can improve our knowledge of citizens’ political preferences“, New Media & Society, April 4th, 2013, DOI: 10.1177/1461444813480466.

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Tra Grillo e la rete è finito il grande amore?

sentimeterA poco più di un mese dalle elezioni, come sta andando la popolarità dei tre principali leader politici in rete? Analizzando oltre 800 mila tweet postati in quattro diversi momenti che hanno scandito questi ultimi 40 giorni, le soprese non mancano. Bersani è in chiara difficoltà: la sua popolarità, che aveva toccato livelli molto elevati alla vigilia delle elezioni (48,5%) scende bruscamente di oltre 20 punti in pochi giorni e continua a calare attestandosi oggi al 23,4%. Più stabile sembra il gradimento nei confronti di Berlusconi, che si mantiene intorno al 30% registrando però una flessione negli ultimi giorni (23,7%). Il dato più interessante riguarda però il sentiment nei confronti di Grillo. La popolarità del leader del Movimento 5 Stelle nei primi giorni successivi al voto registra una impennata e arriva a sfiorare il 70% di commenti positivi. Ma la “luna di miele”, almeno in rete, tra Grillo e gli italiani sembra essere durata davvero poco. Da marzo in avanti la sua popolarità fa infatti segnare un trend decisamente negativo, scendendo in un solo mese di quasi 40 punti e attestandosi oggi al 31,4%. Tutti i dettagli su Sentimeter.

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Alla ricerca della #felicità (perduta?) degli italiani: tra paura dello spread, voglia di caldo e ansia da fine mese

2In questa fase di crisi economica sempre più voci chiedono che i governi non tengano conto solamente del PIL, ma anche del BIL, il “Benessere Interno Lordo”, o meglio ancora del livello di felicità dei cittadini. E non è un caso allora che l’ONU abbia istituito la giornata internazionale della felicità che si celebra oggi, il 20 marzo. L’indice iHappy di Voices from the Blogs misura esattamente questo: ogni giorno, e per ciascuna delle 110 province italiane, cattura la percentuale di tweet felici sul numero complessivo di tweet felici ed arrabbiati. Ma allora cosa rende gli italiani più felici (o più tristi)? Analizzando quasi 47 milioni di tweet, si scopre che i soldi non fanno la felicità (dato che vivere in province più o meno ricche non fa differenza), ma le preoccupazioni sì. Quando ad esempio lo spread sale, a risentirne non sono solo i conti pubblici, ma anche il buonumore degli italiani  (50 punti di spread in più equivalgono a quasi 2 punti di felicità italiana in meno). Ma non solo: gli italiani sono più felici il 26 del mese, quando aspettano con ansia di vedersi accreditare lo stipendio (+1,4 punti di felicità), ma poi il giorno dopo diventiamo tutti immediatamente più tristi (-3,3 punti), perché tra spese, tasse e bollette, ricomincia il gioco dell’arrivare a fine mese senza il conto “in rosso”. Ma basta una calda giornata di sole (un aumento di 5 gradi in inverno fa aumentare ad esempio la felicità di 1,4 punti) o l’arrivo della primavera a rendere tutti più felici, mentre la pioggia genera malinconia (-0,5 punti).

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Quando lo stipendio non basta più. La rete pensa al reddito di cittadinanza

L’allarme è stato lanciato da Bankitalia: alle famiglie italiane il reddito corrente non basta più. Sarà perché la crisi morde, o perché le retribuzioni orarie sono più basse rispetto ai partner europei: sta di fatto che il tema è rimbalzato in Internet, che diffonde lamentele e proposte di soluzione. VfB ha letto quasi 13mila tweet sul tema, postati nelle ultime due settimane. Quando si parla di stipendi, il 47% degli italiani lo fa per invocare tagli agli emolumenti dei politici e il 30% per denunciare l’insufficienza dei redditi delle famiglie. Tra le ricette, quella che raccoglie i consensi maggiori (32,8%) è la proposta di una qualche forma di reddito di cittadinanza o di reddito minimo garantito. Non manca, però, chi teme possibili conseguenze del provvedimento: maggiori tasse, disincentivo al lavoro e parassitismo, aumento del lavoro nero. Leggi l’articolo di VfB su Economia&Finanza di Repubblica.it.

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#Conclave2013: grande equilibrio tra i “papabili”. La rete punta su Scola, ma gli italiani preferirebbero O’Malley

Conclave2013Si è aperto il Conclave destinato ad eleggere il nuovo Papa dopo le dimissioni di Benedetto XVI, e le previsioni si susseguono. Per la rete il cardinale di Milano, Angelo Scola (18,6%), viene dato in leggero vantaggio sul filippino Tagle (15,5%) e sul brasiliano Scherer (14,7%). Più indietro nei rumors della rete, con percentuali  di poco superiori al 12%, troviamo il canadese Ouellet e l’arcivescovo di Boston, O’Malley. Insomma, c’è grande equilibrio sull’esito finale del Conclave, tanto che il 26,1% scommette su altri candidati. Se guardiamo invece alle preferenze della rete sui Cardinali, Scola rimane in testa (il 24,3% lo vorrebbe come Papa), seguito anche in questo caso da Scherer, Tagle e O’Malley, mentre nella top-five si affaccia anche il ghanese Turkson. E non mancano le sorprese: analizzando le singole comunità di fedeli, si scopre infatti  che la maggioranza relativa degli italiani  vorrebbe O’Malley piuttosto che Scola. Sono questi i dati che emergono da una analisi di Voices from the Blogs su quasi 50 mila tweet postati nelle ultime 24 ore sul tema nelle lingue utilizzate dalle diverse comunità di fedeli di tutto il mondo (oltre all’italiano abbiamo analizzato anche i tweet in inglese, francese, spagnolo, portoghese e tedesco). Da notare che in questa ricerca, come in tutte quelle di VfB, non si contano le mere “menzioni” come fatto da altri, ma si classificano invece i post sulla base delle opinioni effettivamente espresse da chi scrive relative a chi sarà il nuovo Papa e quale è il Cardinale che si vorrebbe come Papa.

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