#Elezioni2013? Tra sorprese e debacle, Twitter-poll meglio dei sondaggi

fondidicaffeLe #elezioni2013 sono state considerate da più parti come una debacle per la capacità di prevedere l’esito delle urne: dai sondaggi dell’ultima ora, diffusi in rete, fino agli instant-poll. Anche il  Twitter-poll di Voices from the Blogs a prima vista ha riportato una previsione che è stata in parte disattesa. Ma è andata davvero così male? A bocce ferme, e nonostante alcuni inevitabili scostamenti (dopo tutto analizzare la rete non significa necessariamente poter contare su un campione rappresentativo), la nostra previsione basata sui post di Twitter si è rivelata più accurata dei sondaggi, non solo in valore assoluto, ma soprattutto nella capacità di cogliere la “pancia” degli italiani, in particolare se ci concentriamo sulle quattro grandi macro-aree in cui si è suddiviso l’elettorato, ovvero CSX, CDX, Monti e quell’area “Anti” (anticasta, antisistema, di protesta, di rinnovamento o come meglio si vuole definirla) che va da Grillo, a Ingroia, passando per  Giannino. Un’area che era in realtà relativamente omogenea, come traspariva dalla lettura diretta dei tweet, molti dei quali esprimevano un sentimento comune di potenziale sostegno verso questi partiti e di ostilità contro ciò che veniva, a torto o a ragione, percepito come vecchia politica (“su tutti #berlusconi e #bersani non si rendono conto che loro sono i padri fondatori del #M5S! W @Fare2013 e W @Mov5Stelle). 

Fatta questa distinzione, i due grafici qui sotto confrontano i dati reali con la previsione del Twitter-poll per queste 4 macro-aree. Nel primo mostriamo anche gli Instant-poll delle 15.00 relativi alla Camera, e nel secondo nel secondo confrontiamo la nostra stima con la media dei sondaggi effettuati a ridosso del voto (fonte YouTrend) e con la media degli Instant-poll di lunedì. In questi grafici riportiamo anche il MAE (Mean Absolute Error), la media degli scostamenti tra dato reale e previsioni in valore assoluto per ciascun partito/area, che misura la bontà della previsione rispetto al dato reale.

sondaggi ok 1

Come si può osservare, il MAE per il Twitter-poll risulta inferiore al 2%, un dato sempre più basso (e a volte in modo marcato) rispetto a quello fatto registrare dai sondaggi, che tendono a sovrastimare il CSX e a sottostimare l’area Anti. Anche nel Twitter-poll il M5S risulta sottostimato. La vera differenza però è che, attraverso Twitter, si è riusciti a cogliere molto bene le dimensioni complessive dell’ondata “anti”, che raggiunge percentuali vicine al 30%. Quello che è successo, è che probabilmente nelle urne l’insofferenza dell’elettorato si è concentrata sul M5S anziché disperdersi sugli altri partiti.

sondaggi VfB

Insomma, c’è ancora molto da lavorare, ma l’analisi dei social media anche questa volta si è dimostrata in grado di catturare, meglio di altri, l’umore degli italiani.

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