Per un pugno di tweet: sfida aperta negli “Swing States”

In una elezione così incerta come è questa del 2012, la differenza tra la vittoria e la sconfitta nelle presidenziali americane va anche se non sopratutto cercata in quei pochi stati in bilico, i cosiddetti “swing states”, dove qualche migliaio di voti può spostare in modo drammatico l’ago della bilancia da un candidato all’altro. Quest’anno, come emerso nel convegno sulle elezioni americane #uselection2.0 presso la Facoltà di Scienze politiche, economiche e sociali di Milano a cui VfB ha partecipato, gli stati chiavi appaiono in particolare tre: Ohio, Florida e Virginia.  Analizzare la battaglia che si sta conducendo in questi giorni nei suddetti stati anche a colpi di tweet può aiutarci a meglio comprendere quale candidato stia prevalendo nell’umore degli elettori. Anche perché la rete, più di altri strumenti, sembra essere il medium per eccellenza per monitorare il cambiamento di questo umore nella pancia degli americani. Chi sta dunque vincendo negli stati in bilico? A meno di una settimana dal voto, parafrasando Mao Tse-Tung, sembra esserci ancora molta confusione sotto il cielo, con Obama di poco sopra in Ohio, con Romney in testa in Florida e con una sostanziale parità in Virginia. Tutti i dettagli su Sentimeter.

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