Matrimonio all’italiana: l’amore è eterno, finché dura…

(matrimonio)

(amore eterno?)

Settembre, si sa, è il mese dei matrimoni. Ma cosa ne pensano oggi del matrimonio gli italiani? È ancora l’istituzione portante della nostra società oppure si preferiscono nuove forme di convivenza? Meglio una cerimonia ricca e sfarzosa o sobria, visto i tempi che corrono? Per cercare di scoprire le attitudini degli italiani, VfB ha analizzato oltre 10.000 tweet postati in questo mese di settembre. Dalla indagine emerge che i matrimoni dal Nord al Sud sono ancora e soprattutto un momento di felicità (29,4%) tanto che l’81,3% continua a preferirli alla convivenza (un dato che scende però a poco più del 70% per milanesi e romani). E così, nonostante la crisi, pochi (20%) sarebbero disposti a risparmiare sulla cerimonia, che è e rimane l’occasione dell’anno per esibire la propria eleganza (31,8%) o almeno per criticare i vestiti altrui, a partire dalla sposa (20%). Ma l’amore non necessariamente dura però per sempre. Gli italiani sono infatti pessimisti riguardo alla durata del matrimonio (53,8%). Non sorprende quindi che oltre 1 italiano su 4 (ma il dato sale a 1 su 3 a Roma e a quasi 1 su 2 a Milano) invochi una nuova legislazione sul divorzio breve.

Matrimoni: amore, felicità, o gabbia?

Dall’indagine risulta che il 41,7% di chi twitta associa la parola matrimonio a pensieri decisamente positivi come felicità (29,4%), amore vero (12,3%). A queste percentuali ottimistiche controbatte però una fetta (non trascurabile) di italiani che considera il matrimonio a volte come una ipocrisia (18,2%) “Il matrimonio è notoriamente la prima causa di divorzio”, a cui si somma un 4,8% che lo considera una vera e propria “gabbia” per la libertà. Un giudizio più distaccato viene da quel 12,8% che lo considera un’istituzione superata. Più pragmatico che negativo invece il giudizio dell’8,5% che lo ritiene più che altro un contratto.

il matrimonio in una parola

Nozze divertenti e sfarzose

Nonostante le voci discordanti, ancor oggi la maggior parte delle persone preferisce la forma tradizionale di matrimonio (81,3%) alla convivenza (17,2%). Questo dato subisce un leggero calo per gli abitanti di Milano e Roma, dove i sostenitori a spada tratta del matrimonio scendono rispettivamente al 75,4% e al 70,4%. E così, nonostante la crisi economica ed il periodo di difficoltà per molte famiglie del paese, solo un italiano su cinque accetterabbe di risparmiare sulla cerimonia organizzandone una poco costosa. Il banchetto in effetti resta il momento clou delle nozze. Il 30% lo descrive come un attimo allegro e spensierato, l’11% ama scatenarsi in balli, per un’8,2% questo momento di festa significa in particolare gustarsi il cibo e soddisfare le gioie del palato: “Io ai matrimoni sono quello che gradisce tutto e non lascia niente nel piatto”. Il dato più significativo sul matrimonio come evento, è però anche un altro. Complice sicuramente il rinomato amore italiano per la moda, le nozze diventano un’occasione per esibire la propria eleganza, o almeno per provarci, visto che ben il 31,8% associa questa festa alla possibilità di sfoggiare vestiti eleganti ed un altro 20% alla critica dei vestiti altrui. Nonostante tutto però un italiano su cinque dice di annoiarsi.

matrimonio o convivenza?

L’amore è bello…quando dura poco?

Ma quanto dura (o dovrebbe durare…) il matrimonio? Qua prevale il pessimismo. Per il 53,8% (scala nazionale) dura poco, mentre solo il 28,5% crede che duri in eterno “Le coppie più belle sono quelle che dopo tanti anni di matrimonio, le vedi ancora andare in giro a braccetto e aiutarsi a vicenda”, un dato rilevante visto che nonostante tutto gli italiani sembrano preferire il matrimonio ad altre forme di convivenza. Non stupisce quindi che, secondo l’opinione degli italiani, l’attuale legislazione in materia è tutt’altro che permissiva. Sono infatti molti coloro che invocano l’introduzione del divorzio breve (22,3% dato nazionale, 43,6% Milano, 35,7% Roma). Insomma, l’amore è bello, quando dura poco?

quanto dura il matrimonio? (18% dei post)

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NOTA: indagine realizzata in collaborazione con la redazione di Acido Politico (Marco Moggia)

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