Grillo e la democrazia a 5 stelle: la rete lo “espelle” e si schiera con Favia

Grillo: deficit di democrazia?

Grillo/Favia: deficit di democrazia?

Qualche giorno fa, in un fuorionda trasmesso da Piazzapulita, su La7, l’esponente del MoVimento 5 Stelle, Giovanni Favia, ha denunciato la mancanza di democrazia all’interno del ”partito” di Beppe Grillo e le ingerenze di Casaleggio nella scelta dei candidati. Tra i militanti (ma non solo) si è scatenata la bufera e sono emerse le divisioni tra chi difende l’operato di Grillo e chi concorda con Favia, lamentando un deficit di democrazia nel M5S. Nella faida tra Grillo e Favia, chi ha raccolto più simpatia? E quale effetto ha avuto nel giudizio degli italiani sul MoVimento? Per scoprirlo abbiamo analizzato ben 17500 tweet pubblicati tra il 6 e il 10 settembre, nei giorni in cui il caso è emerso. I risultati? Un po’ a sopresa, la rete sembra voltare le spalle a Grillo e si schiera a maggioranza con Favia (56%). Accanto poi agli irriducibili che difendono a spada tratta il MoVimento, visto come l’unica speranza contro la casta (9,5%) ed esempio di democrazia diretta (15,8%), cresce chi incomincia a considerarlo un partito oramai come tutti gli altri (16,1%),  mentre il duo Grillo-Casaleggio viene giudicato troppo populista (16,5%).

Grillo bocciato: la rete si schiera con Favia

Solo un italiano su tre (33,6%) che si è espresso in rete sull’argomento appoggia incondizionatamente il leader del M5S, mentre la maggioranza sostiene il consigliere regionale Favia (56%). Anche alla luce del fuorionda che ha aperto un dibattito sulle regole interne al MoVimento, molti sottolineano la necessità di maggiore democrazia interna (17%). Il duo Grillo-Casaleggio viene giudicato troppo populista (16,5%), e c’è chi inizia a sostenere che il M5S sia ormai un partito uguale a tutti gli altri (16,1%): “Che fai, lo cacci?  Allora non siete diversi“. Ma i giudizi negativi coinvolgono anche Favia, considerato ipocrita (7%), “Gli eletti 5Stelle non esisterebbero senza Grillo. Ora si lamentano perché non c’è democrazia“ e ingenuo (3,4%), un “dilettante“. Altri invece (14,5%) sono convinti che lo scandalo sia solo una montatura giornalistica (“Il caso Favia-Grillo e il finto fuori-onda. Meglio non pensare a cosa ci aspetterà in campagna elettorale“)  e difendono il MoVimento, visto come esempio di democrazia diretta (15,8%), in grado di abbattere la casta (9,7%): “preferisco la non democazia con un vero programma del movimento5stelle che la falsa democrazia dei partiti“, si tratta insomma del solito dilemma, tra i Fini e i mezzi.

giudizi sul M5S dopo il caso-Favia

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