I soldi fanno la felicità o ci basta un raggio di sole in questi primi mesi del 2012? Durante le feste siamo più allegri o più malinconici? Single è bello? Siamo più felici il venerdì o la domenica? A partire dal 31 gennaio 2012, Voices from the Blogs (VfB) ha analizzato circa 12 milioni di Tweet raccolti giornalmente sulle 110 provincie italiane (con una media di 125.000 post al giorno) allo scopo di sondare la felicità e, il suo contrario, la rabbia, cercando di identificare quali sono le cause che rendono gli italiani più o meno felici.
Come diceva Trilussa “la felicità è una piccola cosa”, eppure ce n’è tanta sui social media. Felicità e rabbia sono infatti due sentimenti che passano molto bene attraverso la comunicazione breve e compulsiva dei 140 caratteri di un tweet.
Cosa spiega la felicità degli italiani (e relative province) in quell’inverno del 2012
Almeno in inverno, chi vive al nord è più felice, ma solo quando fa molto freddo. Quando fa caldo invece, abitare al nord, al centro o al sud non fa molta differenza. E i soldi? I soldi (specie al centro-sud) non comprano la felicità, anzi…tuttavia le calde temperature, o al contrario qualche fiocco di neve, aiutano. E, soprattutto al nord, si canta anche sotto la pioggia. Tra i giorni della settimana, il mercoledì (di coppa?) il giorno più triste, tanto quanto il lunedì. Al contrario, da venerdì siamo tutti più contenti, fintanto che, ahimé, non arriva la domenica. E le feste? Si è felici solo la vigilia. Insomma, sembra proprio che in Italia la felicità cresca all’avvicinarsi dei “dì di festa” e cali quando arriva la domenica: ma tutto questo (forse) ce lo aveva già spiegato Leopardi…Al contrario, San Valentino e l’8 marzo fanno (sempre) bene al buon umore. Ma viviamo in tempi di crisi, e questo si fa inevitabilmente sentire: l’andamento dello spread infatti non fa male solo al portafoglio, ma anche al sorriso degli italiani. Mentre avere tante imprese (o tanti anziani) nella propria città è un toccasana per essere più felici, ma basta che non siano ditte individuali! Infine, vivere in una città con molti single rende più felici che vivere in mezzo a tanti bambini. Il 20 aprile il giorno in cui gli italiani sono stati più contenti dall’inizio dell’anno. Il 28 febbraio quello di meno. Tra le province mediamente più felici, la fa da padrona la Sardegna (soprattutto la parte sud-occidentale). Tra le grandi città, bene Torino e Bologna, Milano e Firenze a metà classifica, mentre a Napoli, Roma, e Palermo la felicità si fa desiderare. Nel complesso gli italiani sono felici…a metà! La felicità mediana in tutto il periodo considerato è infatti pari al 53,4%, il che vuol dire che ogni due italiani solo (poco più di) uno è felice (e quello che rimane è decisamente arrabbiato…).
Più felici al Nord o al Sud? Dipende…
Sembra che vivere al Nord in inverno aumenti la felicità ma solo a determinate condizioni. Quando fa molto freddo (-5°C), in particolare, traslocare più su (2°N di latitudine) migliora la felicità di 2,12 punti (su una scala che va da 0 a 100): insomma, quando la colonna del mercurio scende in picchiata, tanto vale stare al Nord. L’effetto però diminuisce fino ad annullarsi al crescere della temperatura: sotto un rinfrancante tepore (+18°C), vivere più a Nord non aumenta infatti più la felicità degli italiani.
Scende la pioggia, ma che fa?
La pioggia, almeno d’inverno, non ci impedisce di amare la vita ma anzi la rende un po’ più romantica e fa aumentare la nostra felicità, soprattutto al Nord: se piove, infatti, un abitante, ad esempio, di Trento aumenta mediamente la sua felicità di 4,3 punti, mentre a un abitante di Ragusa questo non fa differenza. Ma il buonumore cresce anche al crescere delle temperature. Più alta la colonnina di mercurio sul termometro, più alta la nostra felicità. Questo vale di più al Sud (un aumento di 5°C fa crescere la felicità di 3,9 punti) dove si può approfittare di qualche grado in più per rilassarsi all’aria aperta (o magari in riva al mare), mentre al Nord dove, forse, gli italiani restano più a lungo chiusi in ufficio fino a tarda sera, un aumento delle temperature conta di meno. E la neve? Non attutisce solo i rumori, ma anche i dolori (+2,7 punti di felicità). Infatti nonostante crei qualche disagio una bella nevicata, dagli Appennini alle Alpi, contribuisce a risollevare il morale degli italiani.
Con mille lire al mese…
I soldi non fanno necessariamente la felicità, almeno nel Bel Paese. Gli italiani sembrano infatti essere più tristi quando vivono nelle provincie più ricche e questo effetto è più forte al sud: nelle province meridionali se il reddito medio cresce del 10% la felicità cala di quasi 3 punti. Del resto la ricchezza richiede uno stile di vita spesso esasperato e stressante…Può essere questa un’altra freccia all’arco di chi dice “smettiamola di rincorrere lo spread e inseguiamo l’economia della felicità”? In effetti avere un po’ di tempo libero aiuta il buonumore. Ma le preoccupazioni economiche sembrano incidere, almeno in parte. Lo spread non fa male infatti solo al portafoglio ma anche al nostro buonumore. Quando lo spread sale il giorno prima, il giorno dopo crescono le preoccupazioni (di nuove tasse?), quando lo spread scende invece siamo tutti più sereni e felici (30 punti di spread in meno equivalgono a quasi 2 punti di felicità in più). In tempi di crisi poi, avere tante imprese nella propria città è un toccasana (un aumento dell’1% nel tasso di imprenditorialià di una provincia – dato dal rapporto tra numero di imprese presenti in provincia e numero di abitanti – fa crescere la felicità di 0,86 punti), tranne quando si tratta di ditte individuali: il popolo (anche) delle partite IVA, e più in generale delle piccole imprese, è infatti frustrato dalla quotidiana lotta per far quadrare entrate e uscite per permettersi troppi sorrisi (un aumento dell’1% nel tasso di ditte individuali in una provincia provoca una contrazione di -0,30 punti felicità).
Donne e amori: gioie o dolori?
San Valentino (+4,08) e la Festa della donna (+4,88) ci trovano sempre col sorriso sulle labbra. Ma se la vita di coppia fa bene (quando c’è da festeggiare), non è detto che essere single sia motivo di tristezza. Al contrario, nelle città che registrano un aumento di 2 punti nella percentuale di single la felicità cresce dello 0,44. Insomma possiamo dire che quando sei single vedi coppie felici e quando sei sposato vedi single felici. Ma nel bene e nel male si può essere felici in entrambi i casi.
Spensierato come un bimbo (o un pensionato)
La felicità aumenta anche quando è in arrivo un bambino: per un 1% in più nel tasso di natalità, infatti, i punti felicità guadagnati sono 0,65. Evidentemene i bambini con i loro giochi e sorrisi, riescono a renderci tutti più sereni. Ma la felicità cresce anche dove l’età media è più alta: per 2 anni in più, la felicità sale dell’1,86. Forse perchè più anziani significa anche più “baby sitter” per i bambini e una rete di sostegno (anche economica) rilevante per le giovani generazioni. Senza contare che sono i giovani quelli che soffrono maggiormente per via della crisi economica.
Ogni maledetta domenica
Un venerdì 17 non mette più tristezza di una qualsiasi domenica. Al contrario, rispetto al lunedì, venerdì (+2,89) e sabato (+3,52) sono i giorni più felici della settimana. Dopo una settimana di lavoro l’imminente week end contribuisce a sollevare la stella del buonumore. I giorni più tristi invece sono quelli in cui il weekend è ancora ben lontano (mercoledì), oppure è appena passato (lunedì) o volge al termine (domenica). Un discorso simile vale per le festività. Chi passa il tempo scrivendo sul web mostra di essere più felice il giorno della vigilia (+5,70), nell’attesa della festa, rispetto al giorno di vacanza, in cui viene colto da una certa nostalgia e dall’ansia di dover ritornare al lavoro (e così la felicità registra un -1,23). Quando si verificano eventi funesti (come la strage alla scuola ebraica di Tolosa o la morte di Lucio Dalla) il nostro grado di felicità scende. Al contrario ricevere notizie o assistere ad eventi particolarmente fausti (la vittoria della Ferrari o l’elezione di Aung San Suu Kyi) sembra non aver alcun impatto. In un certo senso possiamo dire che non siamo mai contenti!
E la qualità delle istituzioni?
Vivere in una provincia in cui i problemi di ordine pubblico (furti, infrazioni, ecc.) sono alti deprime la felicità, anche se il suo impatto non è molto rilevante, specie se confrontato con altri fattori più estemporanei. Al contrario, avere nella propria provincia una forte dotazione di infrastrutture per il tempo libero e per il divertimento (cinema, teatri, musei, discoteche, ecc.) a sorpresa rende tutti un po’ più infelici: guadagnare 10 posizioni nella classifica delle città meglio attrezzate per divertirsi fa perdere 0,15 punti sulla scala del buonumore. Insomma, per divertirsi davvero più che le infrastrutture occorre altro…
I più e i meno
Ma in assoluto, quali sono stati i giorni più allegri o tetri? Il giorno più felice da inizio anno è risultato essere il 20 aprile, un tiepido venerdì con piogge sporadiche, dove la felicità media è stata pari a 64,5 punti, su un massimo di 100. Il giorno più triste è invece il 28 febbraio, un freddo (7,7) e secco martedì quando lo spread tocca i 353 punti e gli italiani sono in apprensione per la disavventura della Costa Allegra, tanto che la felicità media scende fino a quota 30. E le provincie più felici o più tristi? Al comando troviamo tre zone del sud della Sardegna (Medio Campidano, Oristano, Ogliastra) dove la percentuale di tweet felici supera il 60%, seguite da Agrigento e Rimini. In fondo alla classifica c’è invece la zona ovest della Sicilia, con Palermo e Trapani in compagnia di Sassari, Terni e Siracusa con un grado di felicità che intorno al 45%. Tra i capoluoghi di regione troviamo Venezia, Torino e Bologna ai primi posti, Firenze e Milano sono a metà classifica, mentre in fondo troviamo Roma, Reggio Calabria, Catania e Napoli. E tra le regioni? Nel periodo da gennaio e fine aprile 2012, la regione più felice d’Italia è stata la Sardegna, seguita dalle Marche, dal Veneto e dall’Emilia Romagna.
L’andamento della felicità per alcune province italiane
La classifica provinciale dal 31 gennaio 2011 ad oggi
| Posizione | Provincia | Indice felicità |
|---|---|---|
| 1 | Medio Campidano | 66.2% |
| 2 | Oristano | 65.4% |
| 3 | Ogliastra | 62.5% |
| 4 | Agrigento | 58.1% |
| 5 | Rimini | 57.8% |
| 6 | Pesaro e Urbino | 57.3% |
| 7 | Messina | 57.1% |
| 8 | Modena | 56.8% |
| 9 | Como | 56.5% |
| 10 | Cosenza | 56.4% |
| 11 | Asti | 56.4% |
| 12 | Crotone | 56.4% |
| 13 | Treviso | 55.9% |
| 14 | Reggio Emilia | 55.8% |
| 15 | Torino | 55.7% |
| 16 | Lecce | 55.6% |
| 17 | Ferrara | 55.4% |
| 18 | Ancona | 55.3% |
| 19 | Venezia | 55.1% |
| 20 | Foggia | 54.9% |
| 21 | Mantova | 54.8% |
| 22 | Vicenza | 54.7% |
| 23 | Latina | 54.7% |
| 24 | Bologna | 54.7% |
| 25 | Caltanissetta | 54.7% |
| 26 | Genova | 54.5% |
| 27 | Verbano-Cusio-Ossola | 54.4% |
| 28 | Chieti | 54.3% |
| 29 | Isernia | 54.2% |
| 30 | Macerata | 54.1% |
| 31 | Carbonia-Iglesias | 54.1% |
| 32 | Bolzano-Bozen | 54.0% |
| 33 | Pistoia | 54.0% |
| 34 | Alessandria | 54.0% |
| 35 | Bergamo | 53.6% |
| 36 | Verona | 53.6% |
| 37 | Benevento | 53.5% |
| 38 | Fermo | 53.5% |
| 39 | Biella | 53.5% |
| 40 | Avellino | 53.4% |
| 41 | Pordenone | 53.4% |
| 42 | Prato | 53.4% |
| 43 | Vibo-Valentia | 53.4% |
| 44 | Lecco | 53.2% |
| 45 | Padova | 53.2% |
| 46 | Imperia | 53.2% |
| 47 | Frosinone | 53.2% |
| 48 | Sondrio | 53.0% |
| 49 | Parma | 52.9% |
| 50 | Udine | 52.8% |
| 51 | Belluno | 52.6% |
| 52 | Firenze | 52.6% |
| 53 | Pescara | 52.5% |
| 54 | Trieste | 52.3% |
| 55 | Lodi | 52.3% |
| 56 | Grosseto | 52.2% |
| 57 | Cremona | 52.2% |
| 58 | Brescia | 52.2% |
| 59 | Bari | 52.2% |
| 60 | Catanzaro | 52.0% |
| 61 | Milano | 51.9% |
| 62 | Ragusa | 51.8% |
| 63 | Barletta – Andria – Trani | 51.8% |
| 64 | Rovigo | 51.6% |
| 65 | Teramo | 51.5% |
| 66 | Cuneo | 51.4% |
| 67 | Massa-Carrara | 51.4% |
| 68 | Novara | 51.4% |
| 69 | Ascoli Piceno | 51.3% |
| 70 | Forli’ | 51.2% |
| 71 | Cagliari | 51.1% |
| 72 | La Spezia | 51.0% |
| 73 | Brindisi | 50.9% |
| 74 | Monza e della Brianza | 50.9% |
| 75 | Gorizia | 50.9% |
| 76 | Campobasso | 50.7% |
| 77 | Pavia | 50.7% |
| 78 | Varese | 50.7% |
| 79 | Siena | 50.4% |
| 80 | Arezzo | 50.4% |
| 81 | Enna | 50.2% |
| 82 | Trento | 50.0% |
| 83 | Savona | 49.9% |
| 84 | Aosta | 49.9% |
| 85 | L’Aquila | 49.5% |
| 86 | Salerno | 49.4% |
| 87 | Piacenza | 49.3% |
| 88 | Pisa | 49.1% |
| 89 | Ravenna | 48.8% |
| 90 | Livorno | 48.7% |
| 91 | Perugia | 48.4% |
| 92 | Lucca | 48.3% |
| 93 | Vercelli | 48.2% |
| 94 | Roma | 48.1% |
| 95 | Potenza | 48.0% |
| 96 | Matera | 47.8% |
| 97 | Caserta | 47.7% |
| 98 | Nuoro | 47.6% |
| 99 | Olbia-Tempio | 47.4% |
| 100 | Taranto | 47.4% |
| 101 | Reggio Calabria | 47.2% |
| 102 | Catania | 47.2% |
| 103 | Rieti | 46.6% |
| 104 | Napoli | 46.5% |
| 105 | Viterbo | 46.5% |
| 106 | Trapani | 46.2% |
| 107 | Siracusa | 46.0% |
| 108 | Terni | 45.7% |
| 109 | Palermo | 44.4% |
| 110 | Sassari | 44.3% |
La classifica regionale dal 31 gennaio 2011 ad oggi
| Posizione | Regione | Indice felicità |
|---|---|---|
| 1 | Sardegna | 54.7% |
| 2 | Marche | 54.2% |
| 3 | Veneto | 54.0% |
| 4 | Emilia Romagna | 53.7% |
| 5 | Piemonte | 53.0% |
| 6 | Calabria | 52.8% |
| 7 | Lombardia | 52.7% |
| 8 | Molise | 52.5% |
| 9 | Liguria | 52.2% |
| 10 | Abruzzo | 52.2% |
| 11 | Friuli Venezia Giulia | 52.2% |
| 12 | Puglia | 52.2% |
| 13 | Trentino Alto Adige | 51.4% |
| 14 | Toscana | 50.9% |
| 15 | Sicilia | 50.6% |
| 16 | Campania | 50.2% |
| 17 | Valle d’Aosta | 50.0% |
| 18 | Lazio | 50.0% |
| 19 | Basilicata | 48.0% |
| 20 | Umbria | 47.0% |
E per saperne di più?
Per saperne di più e restare aggiornati sull’andamento della felicità giorno dopo giorno di tutte le province italiane, si può visitare il sito dedicato all’analisi della felicità http://www.blogsvoices.unimi.it e a scaricare l’applicazione iHappy per iPhone (presto disponibile anche per Android). Per l’analisi econometrica si veda il seguente documento.















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