Nel giorno della sua Festa, quale è il destino dell’Europa? Preoccupa l’avanzata dei partiti euroscettici ? Ci sarà una svolta nell’atteggiamento dell’Europa verso la crisi? Il 9 maggio 1950 (Festa dell’Europa) il ministro francese degli affari esteri Robert Schuman presentava la proposta di creare un’Europa organizzata. La Festa dell’Europa è diventata un simbolo che, al pari della bandiera stellata, dell’inno alla gioia, al motto “Uniti nella diversità” e alla moneta unica, identificano l’entita politica dell’Unione Europea. Il perdurare della crisi economica internazionale e i risultati elettorali di Grecia e Francia sembrano però aver risvegliato sentimenti euroscettici. Per capirne di più, VfB ha raccolto le opinioni di oltre 106 mila tweet scritti in Italia, Francia e Regno Unito nell’ultima settimana.
I risultati? Se tutti vogliono una Europa riformata e più democratica, crescono anche gli euroscettici, che in Italia arrivano al 26,1% (tra chi è insofferente di Bruxelles e chi considera “finita” la UE), quasi il 5% in più dei cugini d’Oltralpe. Mentre da Oltremanica si vorrebbe una Europa a due velocità. I risultati delle ultime elezioni in Europa fanno presagire però cambiamenti positivi nel futuro della UE, almeno tra i francesi e gli italiani. Tra gli inglesi prevale il pessimismo. Ma che fare per uscire dalla crisi? Qua gli italiani e i francesi optano per strade opposte: se in Italia si continua a privilegiare l’austerity (quasi 1 su 2 a favore), in Francia, dopo l’elezione di Hollande, ci sono pochi dubbi: occorre più spesa pubblica (71%).
Europa, si cambia binario?
Gli europei invocano a gran voce (italiani: 47%, francesi: 33,5%, inglesi: 37,4%) una riforma della UE che porti maggior democrazia e partecipazione: “Così si affossa l’Europa, gli europei e tutta la nostra economia. Serve una svolta. È ora di svegliarsi”. Ma c’è anche chi la difende a spada tratta (il 7,4% in Italia, molti di più in Francia, 18,6%) anche perché ci tutela contro i possibili errori dei governi nazionali (19,5%). Non manca però chi si sente oppresso dai burocrati di Bruxelles (il 15,3%, in Francia sono il 6,8%) e che ritiene che l’Europa sia arrivata al capolinea (10,8% contro il 14,7% dei francesi). Tra i francesi infine il 12% percepisce l’Europa come una fortezza assediata e invoca apertamente una chiusura delle frontiere. Tra gli inglesi il 27,2% propone un’Europa a due velocità.
Elezioni francesi e greche: Merkel sconfitta?
La necessità di una svolta emerge anche quando si commentano i risultati delle elezioni in Francia e Grecia, percepiti, spesso, come una vera e propria sconfitta della linea-Merkel: “elezioni in Francia e Grecia, la Merkel perde ovunque, adesso può sperare solo nella finale di Champions League”. Il 43% degli italiani pensa che da queste elezioni possa nascere qualcosa di buono (valore che sale al 58% tra i francesi ma cala al 32,9% tra gli inglesi). Il 21,5% si dice molto o abbastanza preoccupato (“Virata a sinistra in Francia. Pericolo scogli per l’Europa”), dato che sale al 32,9% tra i francesi (“Pour les marches, l’incertitude en Grece risque d’etre plus importante que l’election de Hollande”) e al 37,1% tra gli inglesi (“The euro area is walking, eyes wide open, into depression. Led by its periphery, which is already there”). Infine in Italia troviamo molte voci (35,4%) secondo le quali alla fine nulla cambierà: “L’Europa ha bisogno di crescita, è chiaro a tutti. Ma è bene non illudersi troppo sull’effetto Hollande: non sarà la Rivoluzione francese”.
Gli italiani rimangono “montiani”
Nonostante le critiche e le perplessità che provengono da più parti, quasi 1 italiano su 2 (47,4%) che si esprime sul tema continua a ritenere l’austerity come la soluzione, dolorosa ma necessaria, alla crisi economica. Ma se gli italiani sembrano “montiani”, i francesi, anche per effetto della vittoria del socialista Hollande tornano a chiedere più spesa pubblica (71% contro il 21,7% che invoca tagli).
A giudicare dalle opinioni forse c’è poco da festeggiare, invece è il caso di rimboccarsi le maniche per riformare l’Europa. Accadrà per davvero? Stay tuned!








